I Cameron e la “personcina” che desiderava solo andare avanti

“Sai benissimo che bambini come Ivan non arrivano mai a diventare vecchi. Vivi alla giornata. Ma lui non vuole arrendersi. Questa personcina desidera semplicemente andare avanti”. Lo raccontava il leader dei conservatori britannici, David Cameron, al Daily Telegraph. Suo figlio Ivan – affetto da una paresi cerebrale combinata con una sindrome rara, quella di Ohtahra, che causa gravissimi attacchi epilettici – è morto ieri all’età di sei anni.
14 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 18:17
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Londra. “Sai benissimo che bambini come Ivan non arrivano mai a diventare vecchi. Vivi alla giornata. Ma lui non vuole arrendersi. Questa personcina desidera semplicemente andare avanti”. Lo raccontava il leader dei conservatori britannici, David Cameron, al Daily Telegraph. Suo figlio Ivan – affetto da una paresi cerebrale combinata con una sindrome rara, quella di Ohtahra, che causa gravissimi attacchi epilettici – è morto ieri all’età di sei anni. Cameron e sua moglie Samantha (“Sam Cam” per i tabloid) avevano scoperto la malattia del figlio un paio di settimane dopo la sua nascita, quando era ormai chiaro che il bambino era gravemente malato. Dopo tanti controlli e altrettanti turni di veglia al Queen Mary Hospital di Londra, i medici li convocarono in una di quelle stanzette da ospedale in cui nei film si svolgono scene come questa, li fecero sedere e misero nelle loro mani una scatola di Kleenex. “Non capisci quello che ti stanno dicendo – ammise Cameron – Credo che sostituire parole come ‘handicap’ con ‘disabilità’ sia in generale una cosa buona, ma è terribile quando cerchi di capire che cosa significhi per tuo figlio. Ricordo di aver detto: ‘Vuole dirci che non correrà i cento metri o che non potrà camminare?’”. Tornando in auto dall’ospedale, aveva raccontato Cameron, e sbirciando Ivan dallo specchietto retrovisore, decisero che avrebbero superato tutto. “E’ lo choc più terribile – raccontò al Guardian – perché c’è tutto lo stupore legato alla nascita di un bambino, tutto è così eccitante, e improvvisamente questa notizia ti investe come un treno merci. Ero terribilmente abbattuto, e lo sono ancora. Ma si supera, perché lui è meraviglioso. Impari ad adattarti”.
E i Cameron si sono adattati. A un bambino che non poteva stare dritto, né mangiare da solo, che aveva bisogno di assistenza continua, ma interagiva “attraverso lo sguardo dei suoi occhi stupendi”. Per il quale ogni programma risultava superfluo, ogni ambizione illusoria. “Per un po’ sei depresso – diceva – perché afferri la differenza che passa fra le tue speranze e la realtà”. I genitori avevano rinunciato a rispettare l’agenda, perché succedeva sempre qualcosa che stravolgeva ogni piano. Dopo le corse notturne al pronto soccorso e le notti in bianco al fianco di suo figlio, David arrivava stravolto agli appuntamenti di lavoro, ogni tanto chiudeva gli occhi per qualche minuto nel suo ufficio. “Non sono un angelo”, diceva spiegando la sua scelta di voler essere un “padre lavoratore” e di non voler lasciare tutto, al contrario di altri genitori, per restare a casa a tempo pieno, pur scegliendo di occuparsi personalmente del figlio. “La nostra è una famiglia fortunata”, ammetteva, perché poteva permettersi anche un’assistenza privata. Raccontando affettuosamente di tutti gli operatori sanitari che aiutavano la sua famiglia nei momenti più critici, si batteva anche all’interno del suo partito per migliorare il sistema sanitario nazionale. Così la vita quotidiana di Ivan e le sue fatiche quotidiane hanno influenzato negli anni la politica di Cameron in materia di famiglia e sociale.
Anni dopo la nascita di Ivan, David Cameron e la moglie decisero di rischiare e avere altri figli, superando la paura che la sindrome ereditaria colpisse anche i nuovi nati. Nacquero Nancy, quattro anni, e Arthur, di due. Agli inglesi sembra di sapere un po’ tutto di loro, di come giocano sul tappeto o si preparano la mattina. Le foto delle loro camminate con il passeggino di Ivan sono state pubblicate ovunque. Gli scatti in bianco e nero della famiglia sul divano sono diventati il biglietto di Natale del 2008 del leader dei Tory. E le telecamere sono entrate nel loro soggiorno per mostrare, pantofole ai piedi e grembiule sui fianchi, come si sveglia la famiglia Cameron. “E’ la nostra moderna capanna”, aveva detto Samantha al Times della loro casa “speciale” a misura di disabile. Che David assicurò non avrebbe abbandonato nemmeno per il numero 10 di Downing Street.